Ciao, mi chiamo Melania e pratico Ai-Jutsu da circa nove anni.
Devo sinceramente confessare che il primo approccio a questa disciplina, che mi ha incuriosito sin dall’inizio con la sua particolare “divisa”, l’uso della Katana (che ha subito richiamato alla memoria immagini di film e serie televisive ispirate alla vita dei Samurai) è stato un po’ difficoltoso per la mia errata convinzione di non essere in grado di affrontare la “rigorosità” e la capacità di concentrazione che le Arti Marziali richiedono.
Nel corso del tempo ho compreso che tutto questo non è vero o, perlomeno, non è lo è stato nel mio caso.
La pratica costante nel tempo mi ha dimostrato che la concentrazione richiesta, il qui ed ora, il lasciare “all’esterno” i pensieri e i problemi legati alla quotidianità, è un “atteggiamento” che cresce spontaneamente durante la pratica e che, al termine delle lezioni, si torna a casa con una sorta di leggerezza mentale (che mi accompagna poi nella quotidianità) ed una piacevole stanchezza fisica.
Non posso che consigliare caldamente di entrare, anche solo per provare, nel meraviglioso mondo dell’Ai-Jutsu senza lasciarsi condizionare dalle eventuali difficoltà che si potranno incontrare nell’avvicinarsi a questa disciplina per farsi trasportare dall’armonia e dai benefici che, ne sono certa, non tarderanno ad arrivare!
Mi chiamo Paolo e ho 18 anni, ho sempre avuto la passione per le Katane (infatti ho una collezione ampia di Katane d’esposizione) e per le tradizioni giapponesi ma soprattutto per la mitologia e le sue leggende. Per me l’ Ai-Jutsu è come la tappa finale di una lunga ricerca dello sport/disciplina fatta per me, ho provato molti sport e ogni volta finiva che perdevo la voglia di andarci e quando ci andavo lo facevo a stenti.
Ma per l’Ai-Jutsu è completamente diverso non è solo che mi sta appassionando molto ma ogni giorno spero che arrivino il martedì e il venerdì per scoprire nuovi Kata oppure perfezionare quelli già studiati. Sono molto contento di aver scoperto questa disciplina e spero che continui ad aiutarmi con la mia pazienza e perseveranza perché lo vedo come la possibilità di mettere alla prova queste due cose.
Per me, da sempre appassionato di arti marziali ed in particolar modo affascinato dalla Katana, l’Ai-Jutsu è stata un grande scoperta.
L’esecuzione di un Kata mi ricorda un disegno dapprima abbozzato e poi rifinito al meglio della propria interpretazione, nel caso del Kata però mai finito e “sempre in divenire” mentre il disegno è finito ma volutamente un po’ grezzo al momento!

Nel paese della mia fantasia io mi sento già un Bushi, un Samurai, ma la Via da percorrere è ancora lunga e la voglia di fare e migliorare è tanta!
Grazie di tutto!
Luca
Ho iniziato a praticare Yoga un anno e mezzo fa, per tenermi in allenamento e migliorare l’elasticità del corpo. Da subito ho sentito che era molto più di questo. Yoga mi fa stare bene.
Ricercare la perfezione dei gesti e respirare con consapevolezza mi aiutano ad essere concentrata sul momento e ad allontanare i pensieri che a volte appesantiscono le giornate.
Ricercare la fluidità dei movimenti nelle sequenze richiama il pensiero a come tutto scorre e si trasforma, di continuo, senza blocchi o interruzioni. Mi mette in contatto con una energia profonda e mi trasmette leggerezza. È bello vedere come ad ogni età e con possibilità fisiche diverse, tutti possono trovare nella pratica la propria dimensione ed i propri obiettivi.
Penso che questa disciplina possa plasmare il modo di vivere e di affrontare le giornate, con più serenità, più profondità e più determinazione.
Ciao sono Gabriele un over 60 e pratico Ai-Jutsu solamente da alcuni mesi. Mi ci sono avvicinato per puro caso durante una dimostrazione ed affascinante è stato da subito l’aggettivo con cui ho definito quest’Arte. La fluidità dei movimenti e l’eleganza con cui vengono eseguite le posizioni (Dachi) e i Kata (combattimenti simulati) ripetuti in continuazione alla ricerca della perfezione nell’esecuzione, catturano l’attenzione dei praticanti e di quanti li osservano.
Il gruppo è composto da giovanissimi, giovani e “diversamente giovani” ed affascinante è percepire il rispetto con cui si effettua il saluto al Sensei – Maestro – ai compagni – Kohai – al luogo in cui si esercita – Dōjō e alla Katana, la lunga spada curva tipica dei Samurai giapponesi (strumento complementare alla pratica di quest’Arte) che un po’ alla volta senti diventare un’estensione del tuo braccio.
Concentrazione, attenzione e memoria sono strumenti indispensabili nella pratica dell’Ai-Jutsu per imparare nomi, sequenze di movimenti e Kata e armonia è il legame che unisce corpo e mente nello svolgimento dell’attività adatta ad ogni età.
Ciao, sono Marco,
58 anni di cui quasi metà praticando Judo e negli ultimi anni Kendo.
In pochi mesi la pratica di questa disciplina ha risvegliato ricordi e “lubrificato” un fisico un bel po’ arrugginito.
Perché proprio l’AI JUTSU?
Sicuramente la voglia di tornare a praticare le arti marziali in età matura ma, ancora di più, aver scoperto che questa splendida disciplina è in grado relegare all’esterno del Dōjō ogni preoccupazione e lo stress accumulato nell’ arco di una giornata lavorativa.
Anche il fisico ne sta giovando! Recupero pian piano la flessibilità, la capacità di concentrazione e a tutto ciò si associano notti non più insonni.
La serietà e la capacità della Sensei, il clima piacevolissimo e il costante aumento di nozioni da apprendere lezione dopo lezione sono un costante stimolo al miglioramento.
Posso in sincerità confermare di avere trovato “la Via dell’Armonia”
Quasi un manichino, peso morto e leggero, troppo leggero, che trasportavo dolorosamente, trainata da pensieri tossici, disordinati e tempestosi.
Spesso così percepivo il mio corpo, un tempo, prima, prima di praticare.
Poi ho iniziato, vincendo i “lo Yoga non fa per te, non ti ci vedo” e gli “ormai adesso…Sei di legno” altrui. Mettendo a tacere i miei “non ho tempo” e i miei “sarò un disturbo per gli altri più bravi”.
Un fluido speciale ha iniziato a scorrermi dentro fin dalla prima volta che ho abbozzato movimenti del tutto nuovi per le mie membra, copiandoli dalla maestra, in prima fila, timidamente audace. Una sensazione forte, piacevolmente disorientante. E poi, giorno dopo giorno, accolta da un abbraccio silenzioso fatto di sorrisi, parole e silenzi attenti e discreti, ogni mia cellula ha incontrato sé stessa serenamente, conoscendo una libertà rispettosa dei propri limiti e, allo stesso tempo, coraggiosamente pronta alla scoperta quotidiana dell’essere umana, viva e vibrante, attratta da un mondo in cui il divenire del corpo e dello spirito confluiscono in un’evoluzione unica, continua e pacatamente rivoluzionaria.
Ex ragazza interrotta, fino a quel momento riparata con suture spesso più dolorose delle ferite, praticando ho sto conquistato con sana lentezza e continuo stupore una flessibilità di corpo e, prima ancora, di pensiero che mai avrei immaginato di poter sperimentare in prima persona. Mi abita una metamorfosi invisibile e potente: è solo iniziata ma già percepisco che non trascino più il mio corpo, non lo abito, ma “LO SONO”.
Sono un tutt’uno in evoluzione e ogni centimetro di allungamento guadagnato, ogni Āsana realizzata con imperfetta soddisfazione, ogni discesa dalla scala metallica nel buio cigolante della sera, dopo lezione, verso il parcheggio, sento sempre più fluidamente una connessione che mi rende viva, autentica e finalmente Marta.
Praticando, ho trovato il rispetto per me e per il mondo umano e naturale di cui sono parte. E sono moltitudine colma di gratitudine e libertà.
Ciao mi chiamo Michela, ho 14 anni e questo è il secondo anno che pratico la disciplina dell’Ai-Jutsu.
Ho dovuto aspettare che terminasse tutto il periodo della pandemia prima di potermi iscrivere ed è proprio vero che quando un desiderio tanto atteso si realizza non c’è niente di meglio!
L’Ai-Jutsu è una disciplina che mi sta dando tantissimo, soprattutto nello studio. Quando sono particolarmente agitata per un’interrogazione programmata o una verifica, partecipare il giorno prima alla lezione, mi fa vivere con più serenità la prova che devo affrontare. Infatti, dopo la lezione mi sento più leggera e serena.
Ho scelto di ridisegnare in stile anime l’immagine del Sensei mentre esegue Yamada. Ho sempre amato un anime chiamato Demon Slayer che rappresenta dei ragazzi, che fanno parte di una squadra ammazza demoni, che affrontano missioni varie per il Giappone. Trovo molta similitudine con la disciplina dell’Ai-Jutsu, così come in Demon Slayer anche nell’Ai-Jutsu ci sono dei Kata che vengono utilizzati per sconfiggere demoni esteriori nella storia di Demon Slayer, mentre con l’Ai-Jutsu andiamo a sconfiggere i nostri demoni interiori.

Sono Cristina, 54 anni: sto scoprendo il fantastico universo dello Yoga da poco più di un anno.
Ho sempre fatto sport: ginnastica artistica, danza moderna e, tuttora jogging e passeggiate.
In passato non mi sono avvicinata allo Yoga perché, senza conoscerlo, lo giudicavo troppo statico e tranquillo. Temevo che mi sarei annoiata.
E poiché c’è un tempo per ogni cosa, un anno e mezzo fa è arrivato il momento giusto per apprezzare la disciplina dello Yoga.
Su consiglio di un’amica, mi sono iscritta al corso ed è stato “amore a prima Āsana“.
Da allora lo frequento con regolarità perché mi accorgo dei benefici sia a livello fisico che mentale.
Nelle giornate complicate, ricche di tensioni e pensieri il mio rifugio è “per fortuna che c’è Yoga”.
Grazie Yoga, grazie A.S.D. Kriya Yoga Ai-Jutsu di Novate Milanese.
Ciao! Io sono Simone e ho 9 anni.
L’Ai-Jutsu è il mio sport preferito perché posso usare una Katana vera!
Quando la tengo in mano, mi trasformo in un super guerriero coraggioso.
E dopo ogni lezione, sono così contento che non vedo l’ora di raccontare tutto a mamma e papà, e soprattutto a mia sorella Beatrice. Lei è stata la prima a insegnarmi qualche mossa perché anche lei faceva Ai-Jutsu quando era piccola.
Ah, e nella foto? Quello più piccolo sono io!