Enzan no Metsuke - Lo sguardo alla montagna lontana
Nelle arti marziali giapponesi esiste un concetto raffinato e profondo che racchiude una visione ampia, consapevole e centrata: Enzan no Metsuke – 遠山の目付け, letteralmente “lo sguardo alla montagna lontana”.
Non è una formula codificata nel giapponese moderno, ma un’espressione che affonda le radici nella filosofia Zen e nella pratica marziale tradizionale, in particolare nel Kenjutsu, nel Kendo e nelle discipline che coltivano la presenza mentale come Via di crescita, tra le quali l’Ai-Jutsu.
Lo sguardo che abbraccia
Immagina di osservare una montagna lontana: non ti soffermi su un dettaglio, ma percepisci l’intero paesaggio.
Così è lo sguardo del praticante: non si fissa, ma abbraccia. Non cerca il particolare, ma accoglie il tutto.
Nel combattimento, questo significa vedere l’intero corpo dell’avversario, cogliere il suo stato, il suo intento, il contesto. È uno sguardo che non si irrigidisce, ma resta fluido, aperto, libero.
Nella disciplina dell’Ai-Jutsu, non affrontiamo avversari reali, ma immaginari. Essi rappresentano ciò che desideriamo trascendere: limiti, paure, difficoltà interiori.
L’atteggiamento durante l’esecuzione dei Kata è lo stesso: lo sguardo si apre, si espande, accoglie.
Presenza e centratura
Enzan no Metsuke è anche uno stato mentale. È presenza piena, centratura profonda, non-attaccamento.
Nel silenzio del Dōjō, lo sguardo si fa consapevolezza. Non è solo un atto visivo, ma una modalità dell’essere.
Il praticante non guarda per reagire, ma osserva per comprendere. Non cerca il controllo, ma accoglie ciò che è.
Questo è ciò che si sperimenta praticando l’Ai-Jutsu: una visione che si radica nel corpo, nella mente, nel cuore.
Curiosità e riferimenti
- Il concetto è spesso affiancato a Shikai – 四戒, i “quattro nemici della mente” nelle arti marziali: paura, sorpresa, dubbio e confusione.
Enzan no Metsuke è uno degli antidoti: uno sguardo ampio dissolve la paura, la sorpresa e il dubbio. - Alcuni maestri Zen lo collegano alla meditazione camminata, dove lo sguardo è aperto e rilassato, mai fisso, mai distratto.
- Nella strategia marziale, richiama il principio di Fudōshin – 不動心, la “mente immobile”: uno stato di calma e prontezza che permette di agire senza essere travolti.
Una Via per la vita
Enzan no Metsuke non è utile solo nel Dōjō. È una metafora potente per la vita.
In un mondo che ci spinge a reagire, a correre, a fissarci sui dettagli, questo sguardo ci invita a respirare, espandere, comprendere.
A vedere la montagna lontana, anche quando siamo immersi nel bosco.
È uno sguardo che ci ricorda di non perdere la visione d’insieme, di non smarrire la Via, di restare presenti.